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Scuola. Sonnino (Regina Elena): La sfida sarà colmare lo spazio tra distanza fisica ed emotiva

Sallusti (Mamiani): E' necessario tornare in presenza e farlo nel modo giusto

Al convegno per i 50 anni IdO una sessione sarà dedicata a ‘La scuola oggi’

La sfida della nuova scuola del futuro sarà “comprendere quanto la scuola oggi possa essere in grado di lavorare tra la distanza fisica e la distanza emotiva”. A dichiararlo è Rossella Sonnino, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Regina Elena di Roma, e psicoterapeuta, annunciando la sua presenza al prossimo convegno ‘IdO50’, previsto a Roma dal 15 al 18 aprile 2021. “Cinquant’anni sono tanti e dal mio punto di vista l’Istituto di Ortofonologia (IdO) li ha cavalcati- aggiunge Sonnino- essendo sempre all’altezza: sulle proposte, sull’innovazione e sulle sperimentazioni”.

‘La scuola oggi’ sarà il tema centrale della sessione che vedrà presente la dirigente al convegno autunnale, una sessione dove si parlerà “di tutte le ultime novità che sono uscite fuori”, anche dalla pandemia. “Ad esempio cercheremo di comprendere quanto la didattica a distanza abbia pesato sulla scuola e sui ragazzi in termini affettivi, emotivi e di rapporto sociale con l’altro”.

Gli approfondimenti verteranno su “quanto le ristrettezze, come il tornare a scuola distanziati o con la mascherina, cambieranno profondamente lo stile di conduzione e di apprendimento dei giovani”. Al contempo a cambiare sarà “anche il modo di porsi e di fare lezione- rincara la dose- Noi, ormai, andavamo verso una scuola che lavorava in piccoli gruppi, ma questi lavoravano in modo cooperativo”. Le vicinanze erano “molto strette e adesso, proprio a noi che lavoriamo sulla vicinanza”, viene chiesto di “creare una lontananza che per noi è molto complessa”, commenta Sonnino.

Il compito per “gli educatori e per qualsiasi tipo di scuola sarà colmare la distanza dalla dimensione emotiva e psicologica del bambino”, riflette. Questo l’ambizioso tema che si propone di affrontare in occasione del convegno IdO50: “Come creare il giusto equilibrio tra distanza fisica e distanza emotiva a livello di alunno con alunno? Se il compagno va tenuto a giusta distanza- immagina la dirigente del Regina Elena- come la colmo, allora, a livello emotivo?”

Lo spazio tra distanza fisica ed emotiva dovrà essere “uno spazio creativo, in cui la scuola – gli educatori e i docenti – dovranno creare delle situazioni di lavoro cooperativo in cui bambini e ragazzi sentano di lavorare per un obiettivo comune”. Occorrerà impegnarsi “non solo all’interno di una didattica collaborativa, ma anche all’interno di una didattica che stabilisca degli obiettivi, non più essenzialmente individuali. Questo, infatti, non consentirebbe di lavorare all’interno di una dimensione emotiva”. Dare più spazio “alla comunicazione, all’incontro con l’altro, anche attraverso un cambio di modalità che non sarà sempre facile per alcuni”. Gli insegnanti dovranno imparare a “non avere un atteggiamento distaccato, perché all’interno di una distanza fisica questo peggiora lo spazio espressivo del ragazzo. Io credo- conclude la psicoterapeuta- che oggi agli educatori spetti veramente un compito alto, importante, anche da un punto di vista psicologico”.

 Sulla stessa scia anche Tiziana Sallusti, dirigente scolastica del liceo statale ‘Terenzio Mamiani’ di Roma che, in vista del ritorno sui banchi a settembre, sottolinea quanto studenti e insegnanti abbiano “bisogno di tornare in presenza e di ritornarci nel modo giusto. L’esperienza della pandemia non passerà velocemente, dovremo aiutare i ragazzi a superare le difficoltà- sottolinea la dirigente del Mamiani- Da parte della scuola e delle famiglie saranno necessari tantissimi accorgimenti. I ragazzi in questa situazione hanno sofferto molto, perché per loro natura sono abituati a stare insieme, a condividere gli spazi, il tempo, le energie. Quindi per loro dobbiamo fare un passo in più, dobbiamo lavorare appositamente per un rientro a scuola che sia sereno”. Leit motiv del convegno sarà proprio la necessità di cominciare a ripensare a quanto accaduto per aprirsi a nuove visioni con l’obiettivo, dove possibile, di passare dalla distanza alla presenza. 

“I professionisti dell’IdO sono sempre riusciti a intercettare le problematiche e ad anticiparle- sottolinea Sallusti– Nei suoi cinquant’anni, assolutamente ben portati, l’Istituto  è stato vicino alle scuole in ogni modo, non solo per la formazione dei docenti ma anche nelle certificazioni dei ragazzi, con un grandissimo equilibrio. E di questo li ringraziamo sempre”, conclude la dirigente.

Informazioni e approfondimenti sono consultabili sul sito IdO, nella sezione dedicata al convegno: http://www.ortofonologia.it/50-anni-ido/ 

Per informazioni scrivere a  iscrizioneconvegno@ortofonologia.it 

23/06/2020

L'INTERVENTO DI ROSSELLA SONNINO
L'INTERVENTO DI TIZIANA SALLUSTI
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